Dal ristretto delle visite (1621/1744):
Sebbene Novaretto sia una semplice borgata di Celle e non faccia parrocchia distinta da quella di Cella fa però figura, in qualche modo, di parrocchia e di terra separata.
In questa borgata, sulla strada pubblica eravi anticamente una Cappella sotto il titolo dei Santi Rocco e Sebastiano, distante dalla Parrocchiale di Cella due miglia di salita.
Belletto, 16 settembre 1621, ordinò: «essendo il luogo di Novaretto lontano dalla Parrocchiale di Celle ed essendo per gli abitanti difficile raggiungerla, non possono ricevere i Sacramenti, partecipare alle Sante Messe, fare i Funerali e ricevere il Battesimo, quindi per mio mandato si deve allargare la Cappella e nel terreno vicino costruire il Cimitero in modo che possano seppellire i cadaveri». La Cappella fu subito ampliata e riedificata colle collette dei borghigiani e col sussidio di fiorini 700 dati dal Cardinale Maurizio.
La Cappella fu anche fornita di una buona rendita, come dice Henriello, il quale soggiunge: «due massari eletti per la cura della Cappella e beni nel territorio e il mantenimento di un Cappellano che deve risiedere nella borgata e stipendiato con libre 165 con abitazione, utensili, legna e colletta di grano e vino per ogni anno e deve applicare una Messa nei giorni festivi».
Sebbene in questa Cappella colla suddetta autorità siavi innalzato il fonte battesimale, stabilito il cimitero e vi si conservi il Viatico, però il Priore di Cella per conservarsi la sua superiorità permette tenersi in quel Fonte la sola Acqua Battesimale e nelle occasioni porta egli il Crisma e l’Olio dei Catecumeni e viene a presenziarvi di persona, sebbene con varie liti coi borghigiani intorno agli emolumenti.
Le anime di questa borgata e vicinanze nel 1624 ascendevano a 200. Nel 1716 tutto il territorio della Parrocchia di Cella, incluso Novaretto, faceva anime 806.
Belletto, Vignale, Carroccio, Gabuto ed Henriello sono i Visitatori che a nome dell’Abate Commendatario visitavano e tenevano sotto controllo tutte le terre di proprietà dell’Abbazia
Articolo precedentemente pubblicato su Sacra Informa Settembre 2013 (Anno 21 (20) n. 2)

In Valle di Susa nel fluire della storia sono passati grandi personaggi e sono state elevate insigni testimonianze di cultura: la Sacra di San Michele, l'arco di Augusto, la chiesa di S. Restituto. Le montagne hanno fatto corona a questi transiti e incorniciano queste memorie; di esse così ha scritto Onorio di Autun: "I monti sono patriarchi e profeti: essi parlano e insegnano come maestri raccolti nel silenzio".